“Il fratellino dalla Luna”: l’autismo secondo una bambina

Fratellino

L’autismo visto con gli occhi di una bambina, con gli occhi di una sorella, nel prezioso e commovente corto animato “Mon petit frère de la lune” di Frédéric Philibert.

Un’opera che ha ricevuto molti premi e che nasce da un’esperienza personale: Frédéric Philibert ,infatti, è padre di un bambino autistico , Noè.

La voce narrante è di sua figlia Coline, la sorellina di Noè, che descrive, con la semplicità, l’ingenuità e lo stupore tipico dei bambini, questo fratellino così diverso.

Coline racconta le singolari abitudini di Noè, del suo essere silenzioso e chiuso in se stesso- come in una bolla di luce in cui è difficile entrare- dei comportamenti e degli eventi che lo infastidiscono, di quelli invece che lo fanno star bene, come ad esempio il suo salire le scale e il non volerle scendere, o il suo continuo fissare il cielo e le stelle, o il suo fermarsi di fronte ai tombini perché, secondo lei, gli ricordano la luna.

Le maggiori difficoltà nell’autismo sono la distanza fra due mondi che spesso non si toccano e difficilmente hanno vie di unione, ma questo non è sempre vero, soprattutto quando si ha l’interesse a trovare dei punti di intersezione che facilitino la comprensione e la convivenza. E’ così che Coline si è inventata un linguaggio e riesce a far ridere suo fratello mettendosi un cappello da fata in testa, oppure coprendo il tombino e permettendo che egli continui a camminare per la strada senza fermarsi.

Nella sua semplicità questo video mostra che l’amore può aprire nuove vie e quel fratellino, che a Coline piace tanto, può essere accettato nella sua “stranezza” e può compiere un percorso condiviso che lo allontani, seppure per pochi momenti, dalla sua amata luna.